Cinq contes
Per la scuola, in francese. Cinque racconti. Non sono nulla di chè, solo uno mi è piaciuto. Gli altri sono mediocri.
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Le Petit Prince
In francese è ancora più bello. Inoltre la lettura mi ha anche preso molto di più e mi è sembrata più scorrevole. E in più una piacevole sorpresa: nella versione originale del libro, la rosa è l'unico personaggio femminile...
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La clé sur la porte
In francese, per la scuola. Le prime cinque pagine sono belle e ho creduto che potessero portare a quattro stelline e invece una schifezza. L'idea era carina di questa donna che raccoglie in casa sua un gruppo di adolescenti e che appende la chiave della porta d'ingresso ad un chiodo in modo che tutti possano uscire ed entrare liberamente. Ma poi parte con cose senza un filo che le lega. No, decisamente sbagliato il proseguimento.
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Il giovane Holden
In relatà sarebbe un due stelline, perchè la storia non è nulla di particolare. Semplicemente le avventure del giovane Holden dopo essere stato espulso dal college e il viaggio per tornare a casa. Ma è lo stile di Salinger che colpisce. Semplice, molto diretto, veloce che si adatta proprio al protagonista e lo rende ancora più reale.
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La figlia del podestà
Andrea Vitale scirve in un modo molto divertente. Ti libera un po' la mente e ti fa ridere con il dialetto milanese dei suoi personaggi. Capitoli brevi, così che puoi leggere qualche riga in qualunque momento. Bello!
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La principessa che credeva nelle favole
Simpatico, ma nulla di particolare. Una principessa scopre che la felicità può esserci anche senza il principe azzurro al suo fianco. Ricco di frasi che colpiscono. Una favola vera. 
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Lettera sulla felicità
Da leggere, rileggere e poi rileggere ancora e ancora...
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Castelli di rabbia
Un Baricco simile a Oceano Mare. Le prime sessanta pagine sono confusionare, da perdersi. Poi il lettore capisce che la confusione è del paese dove è ambientata la storia e la fa sua amica. E tra la storia d'amore, la gara per il treno, il figlio illegittimo, i gioielli, Baricco (mi) affascina sempre.
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Ormai ho notato come sia legata ai libri. Non tanto alla storia che essi postano con sé, a volte anche, perchè capita di specchiarmici, ma più che altro perchè mi ricordano luoghi, persone, librerie, giorni, periodi passati, profumi,..
Gli Harry Potter mi ricordano le estati passate a leggere tutti quei libroni. Le cronache di Narnia mi ricordano il mese passato in montagna due anni fa con i miei nonni. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, invece, l'inverno della prima superiore. Io non ho paura, maggio della prima superiore. Il giovane Holden mi ricorda una litigata tra la Vale e l'Annina. Finzioni mi ricorda Davide, come anche tutti gli altri libri di Borges. Ma le stelle quante sono, l'ultima settimana di vacanza prima di iniziare la seconda superiore. La terrazza proibita mi ricorda l'Anna e Fango, Andrea. La vita fa rima con la morte, Giuseppe. Una lingua sul cuore, la prima volta che ho saltato un giorno di scuola. Il buio oltre la siepe, mia zia. Il visconte dimezzato, i primi mesi da liceale. Ci sono bambini a zig-zag, Azzetta. Il nome della rosa mi ricorda persone, l'anno scorso e luoghi di Alassio e Milano. La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, la cara Lety. Antichrista, la famosa settimana dei pianti di inizio marzo. I libri di Baricco, poi, hanno tutti con se ricordi piacevoli. Novecento, mi ricorda discussioni in classe quando ancora credevo che tutto potesse durare. Seta mi ricorda l'estate, ancora Anna, e poi una stellina data da una persona, un'uscita al cinema con l'Ale che non vedevo da tanto. Senza sangue, la prima volta che sono andata a Milano con la Ginevra. Oceano Mare, questo Natale con vari riferimenti a persone e fatti e commenti. I fiori del male mi ricorda una voce al telefono e una traduzione e un commento che dovrei aggiungere a questo liro in anobii appena lo finirò di leggere. Fiammadoro, mio nonno. La ragazza dei miei sogni mi ricorda Halloween e la prima volta che ho preso un treno da sola, e con quello iniziarono le prime bigiate e fuggi fuggi senza dire nulla ai miei. Momo, mi ricorda Gabri, dato che è grazie a lei che l'ho scoperto e letto. L'ultimo di Harry Potter mi ricorda il tempo passato alla Feltrinelli aspettando mezzanotte con papà e mi ricorda anche Fabrizio. Il gabbiano Jonathan Livingston, Julia e l'ultimo giorno di scuola. Le streghe mi ricorda 4 stelline e un punto di compatibilità in più. Scusa ma ti chiamo amore, mi ricorda un vecchio innamoramento, una frase che una persona continua a dirmi per prendermi in giro, una risata, una telefonata, un pensiero di uno sconosciuto riferitomi, un cinema e tanto altro ancora. Ai libri della Newton ci sono particolarmente legata. Sono tutti uguali: mezzi bianchi e mezzi neri. Economici e con solo il cognome dell'autore senza il nome. Quando li sfoglio hanno un profumo che per me risulta buonissimo, che mi ricorda biblioteche antiche, ricerche di libri, libri antichi, classici che hanno ancora qualcosa da dire. A Dostoevskij poi sono ancora più legata. Mi ricorda tre persone. Tre uomini. Azzetta, un prof che io non scorderò mai. Sergio, perchè è stato lui a regalarmi il mio primo Dostoevskij, e perchè Sergio mi è sempre accanto da dieci anni ormai e gli voglio tantissimo bene. E l'ultimo dei tre è colui che mi ha fatto scoprire Dostoevskij, con una conversazione in msn, un link di anobii, una battuta, un ricordo felice. Molto felice. Che spero come sempre ritorni.
E infine Norwegian Wood. E' strano, perchè questo libro non l'ho ancora letto. Non so la trama, non so nulla di lui. Eppure ogni volta che lo prendo in mano, lo sfoglio, sento il profumo delle pagine, mi ricorda la prima volta che sono andata a Milano con l'Annina, e tutto quello che accadde quel lontano giorno di febbraio, tutto quello che le raccontai (secondo la nostra promessa di "questo è il 2008"), una via di Milano e due pilastri dove ci sedemmo, un treno affollato e lo sguardo posato sulla copertina del libro. Mi ricorda Veronica e la canzone che mi ha passato dei Beatles. Mi ricorda Matteo, che ha comprato con me il libro e che non ha letto nemmeno lui. Mi ricorda che mi piacerebbe regalarlo ad una persona come regalo di Natale. Mi ricorda che spesso mi metto anche io sdraiata a testa in giù con i capelli sparpagliati sul pavimento quando non voglio pensare e allora accendo l'i-pod a manetta. E' strano il "rapporto" che ho con questo libro...è come se rimandassi sempre di più la sua lettura, perchè è come se ci avessi scritto già io una storia sopra e tutte le volte che me ne sto per dimenticare, lo devo riprendere in mano per ricordarmene. Chissà quando lo leggerò e come. Per adesso mi piace vederlo lì sulla libreria e ricordare il bello dei giorni passati per dimenticarne il brutto.
Ogni tanto lo faccio. Mi perdo nella mia libreria. Semplicemente prendo in mano i libri e vedo quello che mi ricordano. Quello a cui sono legati. Sento il profumo delle loro pagine. E mi piace da morire 