lunedì, 11 agosto 2008
Top 100 books

"The Big Read reckons that the average adult has only read 6 of the top 100 books they've printed."

1) Look at the list and bold those you have read.

2) Italicize those you intend to read.

3) Underline the books you LOVE.

4) Reprint this list in your own LJ so we can try and track down these people who've read 6 and force books upon them



1
Pride and Prejudice - Jane Austen

2 The Lord of the Rings - JRR Tolkien

3
Jane Eyre - Charlotte Bronte

4
Harry Potter series - JK Rowling

5 To Kill a Mockingbird - Harper Lee

6 The Bible

7 Wuthering Heights - Emily Brontë

8 Nineteen Eighty Four - George Orwell

9 His Dark Materials - Philip Pullman

10 Great Expectations - Charles Dickens

11 Little Women - Louisa M. Alcott

12 Tess of the D'Urbervilles – Thomas Hardy

13 Catch 22 - Joseph Heller

14 Complete Works of Shakespeare

15 Rebecca - Daphne Du Maurier

16
The Hobbit - JRR Tolkien

17 Birdsong - Sebastian Faulks

18 Catcher in the Rye - JD Salinger

19 The Time Traveller's Wife - Audrey Niffenegger

20 Middlemarch - George Eliot

21 Gone With The Wind - Margaret Mitchell

22 The Great Gatsby - F. Scott Fitzgerald

23
Bleak House - Charles Dickens

24 War and Peace - Leo Tolstoy

25 The Hitch Hiker's Guide to the Galaxy - Douglas Adams

26 Brideshead Revisited - Evelyn Waugh

27 Crime and Punishment - Fyodor Dostoyevsky

28 Grapes of Wrath - John Steinbeck

29
Alice in Wonderland - Lewis Carroll

30 The Wind in the Willows - Kenneth Grahame

31 Anna Karenina - Leo Tolstoy

32 David Copperfield - Charles Dickens

33 Chronicles of Narnia - CS Lewis


34
Emma - Jane Austen

35 Persuasion - Jane Austen


36 The Lion, The Witch and The Wardrobe - CS Lewis

37 The Kite Runner - Khaled Hosseini

38 Captain Corelli's Mandolin - Louis De Bernieres

39
Memoirs of a Geisha - Arthur Golden

40 Winnie the Pooh - AA Milne

41 Animal Farm - George Orwell

42
The Da Vinci Code - Dan Brown

43 One Hundred Years of Solitude - Gabriel Garcia Marquez

44 A Prayer for Owen Meaney - John Irving

45 The Woman in White - Wilkie Collins

46 Anne of Green Gables - LM Montgomery

47 Far From The Madding Crowd - Thomas Hardy

48 The Handmaid's Tale - Margaret Atwood

49 Lord of the Flies - William Golding

50
Atonement - Ian McEwan

51 Life of Pi - Yann Martel

52 Dune - Frank Herbert

53 Cold Comfort Farm - Stella Gibbons

54 Sense and Sensibility - Jane Austen

55
A Suitable Boy - Vikram Seth

56 The Shadow of the Wind - Carlos Ruiz Zafon

57 A Tale Of Two Cities - Charles Dickens

58 Brave New World - Aldous Huxley

59 The Curious Incident of the Dog in the Night-time - Mark Haddon

60 Love In The Time Of Cholera - Gabriel Garcia Marquez

61 Of Mice and Men - John Steinbeck

62
Lolita - Vladimir Nabokov

63 The Secret History - Donna Tartt

64 The Lovely Bones - Alice Sebold

65
Count of Monte Cristo - Alexandre Dumas

66 On The Road - Jack Kerouac

67 Jude the Obscure - Thomas Hardy

68 Bridget Jones's Diary - Helen Fielding

69 Midnight's Children - Salman Rushdie

70 Moby Dick - Herman Melville

71 Oliver Twist - Charles Dickens

72 Dracula - Bram Stoker

73 The Secret Garden - Frances Hodgson Burnett

74 Notes From A Small Island - Bill Bryson

75 Ulysses - James Joyce

76 The Bell Jar - Sylvia Plath

77 Swallows and Amazons - Arthur Ransome

78 Germinal - Emile Zola

79 Vanity Fair - William Makepeace Thackeray

80 Possession - AS Byatt

81 A Christmas Carol - Charles Dickens

82 Cloud Atlas - David Mitchell

83 The Color Purple - Alice Walker

84 The Remains of the Day - Kazuo Ishiguro

85 Madame Bovary - Gustave Flaubert

86 A Fine Balance - Rohinton Mistry

87 Charlotte's Web - EB White

88 The Five People You Meet In Heaven - Mitch Albom

89 Adventures of Sherlock Holmes - Sir Arthur Conan Doyle

90 The Faraway Tree Collection - Enid Blyton

91 Heart of Darkness - Joseph Conrad

92
The Little Prince - Antoine De Saint-Exupery

93 The Wasp Factory - Iain Banks

94 Watership Down - Richard Adams

95 A Confederacy of Dunces - John Kennedy Toole

96 A Town Like Alice - Nevil Shute

97 The Three Musketeers - Alexandre Dumas

98
Hamlet - William Shakespeare

99 Charlie and the Chocolate Factory - Roald Dahl

100 Les Miserables - Victor Hugo
lafantasianata alle 16:32 in: pensieri con libri
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mercoledì, 06 agosto 2008

Dal blog di Carlotta De Melas

Articolo in cui Gaiman racconta dove trova le sue idee:

"Ogni professione ha le sue trappole. I dottori, per esempio, sono sempre chiamati per consigli medici gratuiti, gli avvocati per informazioni legali, gli imprenditori di pompe funebri per raccontare quanto interessante deve essere la loro professione e la gente cambia argomento velocemente. E agli scrittori viene chiesto da dove vengano fuori le loro idee. All’inizio, ho dato alle persone delle risposte non proprio divertenti, eccone una: “Dal Club-dell’Idea-mensile”, ho detto, o “da un piccolo negozio di idee a Bognor Regis”, “da un vecchio libro impolverato pieno di idee nel seminterrato”, o ancora “da Pete Atkins”. (l’ultima è leggeremente esoterica e necessita una piccola spiegazione. Pete Atkins è uno sceneggiatore e romanziere mio amico e noi abbiamo deciso un momento fa che quando chiesto, mi piacerebbe dire che io le prendo da lui e lui direbbe che le prende da me. Questo sembrerebbe dare senso al tempo che ci mettiamo.
Adesso mi sono stancato delle risposte non divertenti, e in questi giorni racconto la verità alla gente:
“Io le creo”, racconto loro, “fuori dalla mia testa”.
Alla gente non piace questa risposta. Non so perché no. Appaiono infelici, come se io tentassi di evitarli velocemente uno dopo l’altro. Come se ci fosse un enorme segreto, e, per ragioni personali, non volessi raccontare loro come faccio. Ed effettivamente non lo faccio. In primo luogo, io stesso non so realmente da dove vengano le idee, cosa le fa venire, o se un giorno finiranno. In secondo luogo, dubito che chi chiede voglia realmente una lettura di tre ore sul processo creativo. E in terzo luogo, le idee non sono così importanti. Davvero. Tutti ricevono un’idea da un libro, un film, una storia, una serie tv.Sono ragionevolmente cortese con le persone che mi chiedono da dove prendo le mie idee. Racconto loro, comunque, che ho di gran lunga troppe idee per le cose che faccio, e di gran lunga troppo poco tempo. E auguro loro buona fortuna.
Le idee non sono la cosa più importante. Sono solo una piccola componente del totale. Creare persone credibili che fanno più o meno quello che tu gli comandi è molto difficile. Ed è di gran lunga più difficile del processo del semplice sedersi e mettere una parola dopo l’altra per creare quello che stai cercando di costruire: renderlo nuovo, renderlo interessante.   Ma ancora è la domanda che le persone vogliono sapere. Nel mio caso vogliono anche sapere se prendo le mie idee dai miei sogni. (La risposta è no: i sogni non sono logici. Trascrivete un sogno e vedrete. O meglio, raccontate a qualcuno un sogno importante – “Bene, ero in questa casa che era anche la mia vecchia scuola, e c’era questa nurse e lei era veramente una vecchia strega e poi andava via ma c’era una foglia ed io non potevo guardarla e sapevo che se l’avessi toccata qualcosa di spaventoso sarebbe accaduto...” – e guardate i loro occhi diventare vitrei.) E io non do risposte dirette. Fino ad oggi.
Mia figlia Holly, che ha sette anni (n.d.t. al tempo della stesura di questo testo, oggi dovrebbe averne almeno 20), mi ha convinto ad andare a parlare nella sua classe. La sua insegnante era veramente entusiasta, (“I bambini hanno fatto dei propri libri recentemente, così forse potresti raccontare loro sull’essere uno scrittore professionista. E un sacco di piccole storie. Loro amano le storie”.) ed io ci andai.Loro seduti sul pavimento, io avevo una sedia, 50 persone di sette anni che mi guardavano fisso. “Quando avevo la vostra età, le persone mi raccontavano di non fare queste cose”. Ho detto loro. “Oggi mi pagano per questo”. Ho parlato per venti minuti, poi mi hanno posto le loro domande.
E sicuramente uno di loro chiese.“Da dove prendi le tue idee?”
E ho capito che dovevo dare loro una risposta. Loro non erano vecchi abbastanza da conoscere qualcosa bene. Ed è una domanda ragionevole se non te la pongono settimanalmente.
Questo è quello che ho detto loro:
Prendi le tue idee dai sogni ad occhi aperti. Prendi le tue idee dall’essere annoiato. Prendi le tue idee in ogni momento. L’unica differenza tra gli scrittori e l’altra gente è che noi prendiamo nota mentre lo stiamo facendo.
Ricevi un’idea quando fai a te stesso delle semplici domande. La più importante delle domande è semplicemente, Cosa se...?
(“Cosa se vi svegliaste con le ali? Cosa se tua sorella si trasformasse in un topo? Cosa se scoprissi che la tua insegnante stesse pianificando di mangiare uno di voi alla fine dell’anno scolastico – ma tu non sai chi?”)
Un’altra domanda importante è, Se solo...
Un’idea non deve avere una trama, ma essere un posto dove crearne una. Le trame generalmente generano se stesse quando ci si comincia a chiedere quale sia il punto di partenza.
Qualche volta un’idea è una persona (“C’è una persona che vuole conoscere la magia”). Qualche volta è un posto (“C’è un castello alla fine del tempo, che è l’unico posto in cui…”). Qualche volta è un’immagine (“Una donna setaccia una stanza oscura piena di facce vuote”).
Spesso le idee nascono da due cose che vengono messe insieme e che non erano mai state insieme prima. (“Se una persona morsa da un lupo si trasforma in un lupo cosa potrebbe succedere se un pesce fosse morso da un lupo?”)
Tutta la finzione è un processo di immaginazione: qualsiasi cosa tu scriva, in qualsiasi genere o medium, il tuo scopo è di creare cose convincenti, interessanti e nuove.
E quando hai un’idea – che, dopo tutto, è meramente qualcosa da cullare quando sei all’inizio – cosa succede dopo?
Bene, a quel punto scrivi. Metti una parola dopo l’altra finché non è finito, qualunque cosa sia.
Qualche volta non va, o non nel modo che avevate immaginato. Qualche volta non va per niente. Qualche volta la buttate via e ricominciate.
Mi ricordo che, qualche anno fa, mi venne un’idea perfetta per una storia di Sandman. Era su uno spirito maligno che dava le idee a scrittori, artisti e cantanti in cambio di qualche altra cosa delle loro vite. L’ho chiamato “Sex and Violets”.
Mi sembrava una storia onesta, e fu solo quando la cominciai a scrivere che ho scoperto che era come cercare di tenere bene la sabbia: ogni volta che io pensavo di tenerla, ingannava le mia mani e svaniva.
Scrissi a quel tempo:
Ho iniziato questa storia per la seconda volta, adesso, e sono arrivato circa a metà ogni volta, solo per guardarla morire sullo schermo.
Sandman è occasionalmente un fumetto horror. Ma niente che io abbia scritto è rimasto sotto la mia pelle come questa storia che sto abbandonando. E’ l’idea – e l’abilità di metterla giù su carta e trasformarla in storie – che mi rende uno scrittore. Questo significa che non devo svegliarmi presto la mattina e sedermi in un treno con persone che non conosco, andando verso un lavoro che disprezzo.
La mia idea di inferno è un foglio di carta bianco. O uno schermo bianco. Ed io, a stare lì davanti, incapace di pensare una singola cosa che valga, un singolo carattere a cui le persone possano credere, una singola storia che non sia stata ancora raccontata.
Stare dinanzi ad un foglio di carta di bianco.
Per sempre.
Penso di avere scritto all’uscita dall’inferno. Ero disperato e ripresomi dal terrore, e estratto il nocciolo dell’idea, ho creato una storia chiamata Calliope, che spiega, penso in maniera definitiva, da dove gli scrittori prendono le loro idee. E’ in un volume chiamato Le terre del sogno. Potete leggerlo se ne avete voglia. E da qualche parte nella stesura di questa storia, mi sono fermato essendo spaventato dall’idea che stava andando via.
Da dove prendo le mie idee?
Le creo.
Fuori dalla mia mente."

lafantasianata alle 15:13 in: pensieri con libri
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giovedì, 19 giugno 2008

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Ormai ho notato come sia legata ai libri. Non tanto alla storia che essi postano con sé, a volte anche, perchè capita di specchiarmici, ma più che altro perchè mi ricordano luoghi, persone, librerie, giorni, periodi passati, profumi,..

Gli Harry Potter mi ricordano le estati passate a leggere tutti quei libroni. Le cronache di Narnia mi ricordano il mese passato in montagna due anni fa con i miei nonni. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, invece, l'inverno della prima superiore. Io non ho paura, maggio della prima superiore. Il giovane Holden mi ricorda una litigata tra la Vale e l'Annina. Finzioni mi ricorda Davide, come anche tutti gli altri libri di Borges. Ma le stelle quante sono, l'ultima settimana di vacanza prima di iniziare la seconda superiore. La terrazza proibita mi ricorda l'Anna e Fango, Andrea. La vita fa rima con la morte, Giuseppe. Una lingua sul cuore, la prima volta che ho saltato un giorno di scuola. Il buio oltre la siepe, mia zia. Il visconte dimezzato, i primi mesi da liceale. Ci sono bambini a zig-zag, Azzetta. Il nome della rosa mi ricorda persone, l'anno scorso e luoghi di Alassio e Milano. La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, la cara Lety. Antichrista, la famosa settimana dei pianti di inizio marzo. I libri di Baricco, poi, hanno tutti con se ricordi piacevoli. Novecento, mi ricorda discussioni in classe quando ancora credevo che tutto potesse durare. Seta mi ricorda l'estate, ancora Anna, e poi una stellina data da una persona, un'uscita al cinema con l'Ale che non vedevo da tanto. Senza sangue, la prima volta che sono andata a Milano con la Ginevra. Oceano Mare, questo Natale con vari riferimenti a persone e fatti e commenti. I fiori del male mi ricorda una voce al telefono e una traduzione e un commento che dovrei aggiungere a questo liro in anobii appena lo finirò di leggere. Fiammadoro, mio nonno. La ragazza dei miei sogni mi ricorda Halloween e la prima volta che ho preso un treno da sola, e con quello iniziarono le prime bigiate e fuggi fuggi senza dire nulla ai miei. Momo, mi ricorda Gabri, dato che è grazie a lei che l'ho scoperto e letto. L'ultimo di Harry Potter mi ricorda il tempo passato alla Feltrinelli aspettando mezzanotte con papà e mi ricorda anche Fabrizio. Il gabbiano Jonathan Livingston, Julia e l'ultimo giorno di scuola. Le streghe mi ricorda 4 stelline e un punto di compatibilità in più. Scusa ma ti chiamo amore, mi ricorda un vecchio innamoramento, una frase che una persona continua a dirmi per prendermi in giro, una risata, una telefonata, un pensiero di uno sconosciuto riferitomi, un cinema e tanto altro ancora. Ai libri della Newton ci sono particolarmente legata. Sono tutti uguali: mezzi bianchi e mezzi neri. Economici e con solo il cognome dell'autore senza il nome. Quando li sfoglio hanno un profumo che per me risulta buonissimo, che mi ricorda biblioteche antiche, ricerche di libri, libri antichi, classici che hanno ancora qualcosa da dire. A Dostoevskij poi sono ancora più legata. Mi ricorda tre persone. Tre uomini. Azzetta, un prof che io non scorderò mai. Sergio, perchè è stato lui a regalarmi il mio primo Dostoevskij, e perchè Sergio mi è sempre accanto da dieci anni ormai e gli voglio tantissimo bene. E l'ultimo dei tre è colui che mi ha fatto scoprire Dostoevskij, con una conversazione in msn, un link di anobii, una battuta, un ricordo felice. Molto felice. Che spero come sempre ritorni.

E infine Norwegian Wood. E' strano, perchè questo libro non l'ho ancora letto. Non so la trama, non so nulla di lui. Eppure ogni volta che lo prendo in mano, lo sfoglio, sento il profumo delle pagine, mi ricorda la prima volta che sono andata a Milano con l'Annina, e tutto quello che accadde quel lontano giorno di febbraio, tutto quello che le raccontai (secondo la nostra promessa di "questo è il 2008"), una via di Milano e due pilastri dove ci sedemmo, un treno affollato e lo sguardo posato sulla copertina del libro. Mi ricorda Veronica e la canzone che mi ha passato dei Beatles. Mi ricorda Matteo, che ha comprato con me il libro e che non ha letto nemmeno lui. Mi ricorda che mi piacerebbe regalarlo ad una persona come regalo di Natale. Mi ricorda che spesso mi metto anche io sdraiata a testa in giù con i capelli sparpagliati sul pavimento quando non voglio pensare e allora accendo l'i-pod a manetta. E' strano il "rapporto" che ho con questo libro...è come se rimandassi sempre di più la sua lettura, perchè è come se ci avessi scritto già io una storia sopra e tutte le volte che me ne sto per dimenticare, lo devo riprendere in mano per ricordarmene. Chissà quando lo leggerò e come. Per adesso mi piace vederlo lì sulla libreria e ricordare il bello dei giorni passati per dimenticarne il brutto.

Ogni tanto lo faccio. Mi perdo nella mia libreria. Semplicemente prendo in mano i libri e vedo quello che mi ricordano. Quello a cui sono legati. Sento il profumo delle loro pagine. E mi piace da morire

lafantasianata alle 21:36 in: pensieri con libri
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